Come diventare il business coach dei vostri clienti e scegliere i migliori collaboratori

Come diventare il business coach dei vostri clienti e scegliere i migliori collaboratori

Tempo di lettura: 2 min
Come diventare il business coach dei vostri clienti e scegliere i migliori collaboratori

È vero: da commercialisti siete nella posizione ideale per risolvere i problemi di un titolare d’azienda, però lo siete anche per diventare il loro business coach. Capite a fondo le condizioni finanziarie dei vostri clienti, e potete fare proiezioni per il futuro, a maggior ragione con quelli con cui avete una relazione forte e duratura. Ed è a questo tipo di clienti che è più vantaggioso dare priorità! Ma per compiere questo passo servono strategie e strumenti giusti.

Quella del business coach è una professione che comporta un cambio di ruolo per il commercialista. Dovrete imparare a passare dalla figura tradizionale attenta ai “numeri del passato” a uno sguardo proiettato in avanti e discussioni su dati in tempo reale. Il cambiamento verso i servizi di consulenza implica anche l’usare i dati messi a disposizione dalle tecnologie per creare business.

Per fare questo salto, costruire una squadra che sia aperta a questi cambiamenti e abbia fame di tecnologia è importantissimo. Nuove idee, nuove teste, nuove soluzioni: insomma nuovi collaboratori. La prima skill che dovrete ricercare in un candidato è la recettività. I servizi di consulenza includeranno la conoscenza di come usare le nuove tecnologie per aiutare i clienti a ottenere ciò che vogliono. Questi candidati vengono definiti tecnologi, un altro modo per descrivere una generazione di nativi digitali, o millennials: per loro, una cultura fondata sulle app è la norma, e la cultura dell’ufficio come spazio dovrebbe essere plasmata su queste persone.

I millennials porteranno una nuova energia al vostro lavoro, vedranno buchi e inefficienze che possono essere spazzati via dall’automazione e, inoltre, saranno più a contatto con la generazione che li seguirà, la “GenerazioneZ”, che ben presto costituirà il 32% della popolazione mondiale rispetto ai millennials che saranno il 31%.Si tratta di una generazione che si aspetta di comunicare frequentemente, facilmente e in modo efficiente con i clienti. La loro idea di lavoro è di per sé innovativa: lavorare virtualmente con i clienti da un luogo singolo. Spazi virtuali in cui collegarsi, comunicare e scambiarsi documenti con facilità in qualsiasi giorno dell’anno. La loro efficienza sta nella loro innata capacità di semplificazione.

Volete sapere come comportarvi con loro, affinché lavorino serenamente e in modo produttivo, senza frustrazioni? Siate sempre curiosi, pionieri, all’avanguardia. Accantonate il pregiudizio verso le novità, considerateli (sì, in queste cose ne sanno davvero più di voi!), stabilite sia obiettivi di team che obiettivi personali. Mostrate loro che le opportunità di carriera ci sono, e sono reali e includeteli nelle vostre conversazioni, anche nelle sfide più complesse. Pensate non abbiano esperienza? È vero, ma mai una generazione come questa ha imparato ad apprendere tanto velocemente.

Mettete a disposizione orari flessibili e, se possibile, anche spazi di lavoro flessibili! Millennials e GenerazioneZ sanno lavorare ovunque, sono costantemente connessi, e molto lontani dalle logiche del “cartellino”. Amano feedback immediati, nella vita come nel lavoro e sanno quanto sia difficile farsi spazio nel mondo in cui vivono. Per questo, non vedono l’ora di dare veramente il meglio.

Ma soprattutto, ascoltateli. Non siate chiusi nei loro confronti. Questi ragazzi hanno moltissimo da imparare dalla vostra esperienza e dal vostro background, ma anche voi avete moltissimo da imparare da loro. Una quantità di informazioni che, all’inizio, forse vi faranno girare un po’ la testa.

Ma niente paura! Loro saranno lì, e saranno sempre pronti a sostenervi e dimostrarvi che guardare avanti è il primo vero passo per avanzare veramente.

Scritto da Redazione
Creato il 11 Luglio 2019
Categoria efficienza in ufficio
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