Come organizzare l’assetto contabile per prevenire la crisi in 4 punti

Come organizzare l’assetto contabile per prevenire la crisi in 4 punti

Tempo di lettura: 3 min
Come organizzare l’assetto contabile per prevenire la crisi in 4 punti

Avrete sicuramente sentito parlare della Riforma della crisi di impresa.
Un cambiamento importante che cambierà, inevitabilmente, anche parte della routine e della professione della figura del commercialista. 

 

Cogliamo l’occasione di questo cambiamento per approfondire insieme alcuni nodi tematici, in particolare per organizzare l’assetto contabile per prevenire lo stato di crisi di un’azienda.

Organigramma funzionale

Si tratta di un documento che rappresenta la struttura organizzativa di un’impresa, ossia l’insieme delle scelte attraverso le quali il lavoro è diviso, ordinato e coordinato all’interno di un sistema logistico.
L’organigramma aziendale rappresenta lo scheletro di un’impresa, e le nozioni che emergono sono dunque quelle di:

  1. Differenziazione (divisione del lavoro) 

  2. Strutturazione (disposizione e regolazione)

  3. Integrazione (coordinamento e controllo)

  4. Leadership (motivazione e trascinamento).

Il modello più diffuso è l’organigramma funzionale, per cui l’azienda è divisa in aree affini per ambito di attività: amministrazione, acquisti e vendite, ufficio tecnico, produzione, etc.

Viene solitamente adottata da piccole realtà che si rivolgono principalmente a mercati interni. 

In sostanza parliamo della struttura organizzativa delle PMI italiane: la realtà della maggior parte dei vostri clienti! 

Il suo vantaggio principale risiede nella capacità di raggiungere una buona efficienza locale, ottenendo elevata specializzazione nei ruoli ed un maggior rendimento operativo in ogni mansione. 

Un organigramma aziendale completo, ben realizzato e applicato, permette ai dipendenti di un'azienda di avere ben chiara la propria posizione e ai proprietari la propria condizione di business.

Consigliate quindi sempre, ai vostri clienti, di avere un’organizzazione quanto più “scientifica” e strategica possibile, anche nel piccolo.
È il primo modo per prevenire una crisi o accorgersi di essere “in bilico”.
 

Budget e Forecasting

I processi di Budgeting e Forecasting costituiscono gran parte della capacità di un’azienda di definire i KPI, obiettivi a breve e lungo termine necessari a prendere decisioni strategiche ponderate.

Il budget è fondamentalmente una roadmap che indica dove è diretta un’azienda, le spese che sosterrà e i ricavi che registrerà. Flusso di cassa, obiettivi, previsioni e posizione finanziaria attuale dell’azienda sono utilizzati per definire il budget.
Anche se gli obiettivi sono una parte importante della definizione e dell’evoluzione del budget, essi non sempre vengono raggiunti a causa delle oscillazioni di mercato, degli eventi imprevisti o delle riallocazioni.  

Come funzionano il budgeting ed il forecasting insieme? 

Il forecast è lo strumento tramite il quale le aziende determinano come allocare il budget.
Quando vi sono cambiamenti a livello operativo, di mercato,  di magazzino o nel business plan, il forecast subisce dei cambiamenti permettendo ai dirigenti di prendere provvedimenti.
Inoltre, la possibilità di avere i budget e il forecast in una soluzione software che aggiorna i dati automaticamente in tempo reale è fondamentale ai fini dell’agilità aziendale in un panorama imprenditoriale variabile e competitivo come quello odierno.
Tutto molto utile per avere sempre un quadro della situazione!
 

Piano di Cash Flow

Il flusso di cassa (Cash Flow) indica le variazioni positive o negative della liquidità dell’azienda che si verificano in un dato periodo di tempo, generalmente un anno.
È detto anche flusso primario dopo le imposte. In pratica, si ottiene come differenza tra il totale delle entrate (cash inflow) e delle uscite (cash outflow) monetarie e rappresenta l’ammontare del denaro liquido che l’azienda possiede in un dato momento della sua vita.
Il suo valore è inserito nella contabilità generale, che raccoglie in modo sistematizzato all’interno del bilancio gli scambi economici dell’azienda con l’esterno, rappresentati in termini di costi e ricavi, con l’obiettivo finale di definire il risultato d’esercizio.

Il bilancio è il caposaldo di quel controllo di gestione che mira a schematizzare i dati che si generano quotidianamente in azienda per effetto delle sue attività, in modo da renderli comprensibili ai decisori di business e, allo stesso tempo, ottemperare agli obblighi fiscali.

Il rendiconto economico è, però, un documento sintetico che non permette di verificare l’andamento di una singola linea di produzione, il costo delle materie prime, della distribuzione o, più in generale, la redditività di un prodotto. 
Questo è possibile, invece, grazie alla contabilità analitica (industriale), che proprio a partire dal cash flow e da altre grandezze di sintesi va nel dettaglio delle performance specifiche di una funzione o linea di prodotti.
Mai sottovalutare un piano di Cash Flow!
 

Esposizione bancaria e credito

È opportuno avere presente che negli anni recenti il trattamento prudenziale degli NPLs (crediti deteriorati, Non-Performing Loans) nell’area dell’euro è divenuto più severo, per effetto sia di modifiche legislative sia di un cambiamento nell’orientamento della vigilanza.

Alle banche viene oggi richiesto di adottare un approccio “di calendario”, in base al quale gli NPLs devono essere “svalutati” gradualmente nel corso del tempo, fino a raggiungere la svalutazione integrale alla fine di un determinato periodo.
I tempi sono relativamente brevi per le esposizioni non garantite, più lunghi per quelle garantite. Alla fine del periodo prescritto le banche devono riconoscere perdite pari al 100 per cento dell’esposizione anche nei casi in cui prevedano che un recupero più o meno elevato sia probabile, o addirittura certo; il meccanismo tiene conto delle valutazioni contabili al solo fine di evitare duplicazioni d’impatto sul patrimonio.

In generale è opportuno non perdere mai di vista tutti i cambiamenti in atto, rimanendo costantemente aggiornati.
Solo così il vostro lavoro può essere efficiente anche a livello consulenziale, perché dovrete essere in grado di riportare, nel mondo più comprensibile possibile, tutto quello che accade ai vostri clienti

 

In tutto questo è assolutamente fondamentale affrontare il tema da due prospettive: 

  1. Comunicare in modo efficace e chiaro con le aziende-clienti che seguite, semplificando la terminologia e facendo un riepilogo degli elementi coinvolti nell’ambito della prevenzione dello stato di crisi. E questo articolo può aiutarvi. Inoltratelo ai vostri clienti!
  2. Adottare, in qualità di consulenti professionali, degli strumenti digitali più utili e performanti che possano facilitarvi il lavoro e monitorare lo stato di salute delle imprese che seguite.

Per velocizzare le vostre attività, rafforzare il legame e la relazione con tutti i vostri clienti.
Per essere sempre pronti ad affrontare insieme il cambiamento!
Scritto da Redazione
Creato il 14 Maggio 2020
Categoria consulenti professionali
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